Incompiuto sicil[. . . .]

Già da tempo l’account Instagram di Incompiuto siciliano aveva catturato la mia attenzione: le immagini di opere monche abbandonate nel paesaggio hanno un fascino innegabile. Così il 27 maggio scorso sono stato entusiasta di assistere all’evento “Incompiuto – la nascita di uno stile”, in cui i milanesi Fosbury Architecture hanno presentato l’incredibile progetto di Alterazioni video, Claudia d’Aita e Enrico Sgarbi. [Nel 2017] Incompiuto Siciliano compie dieci anni. In questi anni abbiamo raccontato il fenomeno delle opere pubbliche incompiute in Italia da una nuova prospettiva. Il lavoro di ricerca, mappatura e studio (più di 750 opere su tutto il territorio …

Georges Perec – “Specie di spazi”

Georges Perec è stato una specie di scienziato della letteratura, un umanista molto razionalista, un ossessivo leggero e libero capace di far parlare gli oggetti e i palazzi e di donar loro un’anima semplicemente enumerandoli in tassonomie dettate dalla sua sensibilità di spettatore del mondo. In questo libriccino si chiede cosa è lo spazio, da quello bianco della pagina a quello di un letto, di una stanza, di una città o del mondo intero: e con semplici considerazioni, elenchi di elementi visivi ed esercizi di osservazione che si ripropone di fare – come se si trattasse di un personalissimo quaderno …

Narciso nelle colonie

Lo scrittore Latronico e il fotografo Linke trascorrono 3 settimane in Etiopia, il primo sulle tracce della propria famiglia, il secondo su quelle dell’architettura razionalista, su commissione della casa editrice Humboldt che inaugura una collana di libri di viaggio. Senonché venti giorni non permettono di capire molto di un luogo, tantomeno di un paese sterminato e dalla storia movimentata quale è l’Etiopia. Latronico non fa che prenderne banalmente atto, ma la sua scrittura è molto bella e stimolante, e le foto a colori di Linke (che non mostrano l’architettura: ne pubblicherà un progetto a parte?) sono un discreto lavoro, anche se ovviamente valgono …

The americans - copertina

Robert Frank – “The Americans”

Inauguro questo spazio con questo grande classico perché è uno dei libri che prendo in mano più spesso: gli USA degli anni ’50 visti con occhio acuto e critico da un fotografo europeo, che assieme a paesaggi e scene vitali propone molte immagini di solitudine, alienazione, povertà, massificazione e segregazione razziale. Jack Kerouac scrive un’introduzione divertente ma tutto sommato inutile, anche se per motivi simbolici è parte imprescindibile dell’opera: sfogliare il libro equivale imbarcarsi in un viaggio on the road fatto di luoghi quanto di persone. The Americans è una pietra miliare, un lavoro incredibile ogni volta fresco che va oltre la fotografia …